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Storia:
La Malattia di Dupuytren, o retrazione permanente delle dita, è una patologia che esiste probabilmente da molti secoli; tuttavia non ne esistono descrizioni nei testi antichi dei Greci e dei Latini, né nei trattati anglo-sassoni del XII e XIII secolo. Nessuno era riuscito in passato ad attribuirle una causa specifica. Alcuni Autori hanno suggerito una correlazione con la "Mano apostolica" di alcuni testi antichi o con le retrazioni digitali cui la saghe scandinave attribuivano guarigioni miracolose.
Sebbene la paternità della malattia sia attribuita al Barone Guillaume de Dupuytren, altri Autori avevano, prima di lui, descritto la deformazione progressiva delle dita e spiegata la causa nella retrazione della fascia palmare.
Dupuytren pubblicò, nel 1832, un testo dove spiegava la retrazione delle dita, la sua causa anatomica, la diagnosi differenziale ed il trattamento.
Origine, epidemiologia, etiologia:
E' una malattia che colpisce prevalentemente i maschi a partire dalla 5° decade di vita, anche se esistono forme più precoci.
Per spiegare la mancata descrizione di questa affezione in passato, si potrebbe ipotizzare che essa non avesse modo di presentarsi data la mortalità più precoce, o che venisse confusa con normali deformità post-traumatiche. Un'altra ipotesi potrebbe essere quella di un'apparizione spontanea della malattia ad una certa data.
La malattia ha, molto probabilmente, un'origine nordica ed è stata denominata anche la "malattia dei Vichinghi". Ha una frequenza del 3-6% nei soggetti caucasici (ma ancor più frequente nella popolazione scandinava); nei soggetti di colore o asiatici è , invece, molto rara, fatta eccezione per gli abitanti del nord del Giappone, che potrebbero avere un'origine baltica.
L'etiologia della malattia di Dupuytren resta sconosciuta.
Questa affezione viene classificata come fibromatosi e può essere associata alla fibromatosi plantare (M. di Ledderhose) ed a quella peniena (M. di Lapeyronie).
La malattia sembra avere evoluzione più grave quando appare in soggetti giovani, quando è bilaterale e vi sia familiarità.
Alcuni Autori hanno suggerito la possibilità di ereditarietà della malattia, basata su un gene autosomico dominante a penetranza variabile.
La frequenza della malattia aumenta con l'età; il sesso maschile è molto più frequentemente colpito, ma il rapporto maschio/femmina passa da 8:1 a 40 anni a 2:1 a 80 anni, ciò che suggerisce un inizio più tardivo nella donna.
Non vi è prevalenza di lato; la malattia è bilaterale quasi nei 2/3 dei casi.
I soggetti diabetici sono colpiti con una frequenza 4 volte maggiore; nella donna si tratta più spesso di diabete insulino-dipendente.
I soggetti alcoolisti presentano solitamente forme più severe.
E' stata anche suggerita, ma non confermata, una correlazione con i traumatismi in soggetti geneticamente predisposti; in realtà i casi di M. di Dupuytren sono molto pochi rispetto ai traumi, i quali di solito sono unilaterali e non bilaterali. Secondo qualche Autore, inoltre, i microtraumatismi sarebbero addirittura il miglior modo di prevenire la malattia.
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