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Sintomatologia:
La malattia di Dupuytren ha un'evoluzione molto lenta ed è quasi completamente asintomatica; tuttavia, in certi casi, possono essere presenti dolenzia a livello dei noduli, ipersudorazione o cambiamenti di temperatura. Colpisce prevalentemente il lato ulnare della mano, iniziando di solito al 4° dito, per poi interessare il 5° ed in seguito - ma non sempre - le altre dita.
L'esordio è classicamente la comparsa di un nodulo a livello palmare, indolente; questo stadio può durare per mesi o anni, prima di passare agli stadi successivi, caratterizzati dalla retrazione dalla fascia palmare con flessione progressiva delle dita colpite.
In circa il 20% dei pazienti si formano dei noduli anche al dorso delle dita, che possono essere fastidiosi.
Si distinguono tre periodi (Lück,1959): iniziale, di progressione, e di stato, anche se non è facile stabilire se e quando una data deformità sia definitiva. In realtà la progressione è continua, a volte lenta e costante, a volte a poussées con periodi intervallati di stazionarietà.
La malattia viene classificata in stadi, con diversa quotazione a seconda del grado di flessione delle dita interessate dal processo patologico.
Terapia non chirurgica:
Benché la terapia della M. di Dupuytren sia sostanzialmente chirurgica, sono stati tentati altri approcci, fra i quali:
. vitaminoterapia E
. fisioterapia
. radioterapia
. corticoterapia (infiltrazione locale)
Alcuni Autori suggeriscono di effettuare la aponeurotomia per mezzo di un ago da siringa. Questa tecnica, conosciuta da molto tempo, permette di rompere le corde patologiche per mezzo di un ago inserito attraverso la cute integra; tuttavia non è scevra di inconvenienti, quali la lesione jatrogena dei tendini flessori o dei fasci vascolo-nervosi, e andrebbe usata solo in caso di pazienti molto anziani o debilitati e con un'unica corda palmare.
Indicazioni
L'intervento è indicato quando il dito colpito raggiunge una flessione superiore ai 45°.
Flessioni minori non vengono operate essendo di scarso impaccio funzionale e potendo rimanere stazionarie anche per lunghi anni.
L'intervento diventa più difficile man mano che aumenta il grado di flessione, poiché la malattia di Dupuytren ha la spiccata capacità di sovvertire la normale anatomia; le lesioni accidentali dei nervi sensitivi sono quindi un pericolo concreto.
Le controindicazioni generali (diabete, età avanzata, etc.) vengono sempre meglio superate con una buona preparazione preoperatoria e un buon trattamento postoperatorio.
Le turbe trofiche e vasomotorie (distrofia, facile sudorazione, edema biancastro, con netta ipotermia o colorito cianotico), diminuiscono le indicazioni e peggiorano la prognosi funzionale, così come le forme reumatoidi.
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