Dottor Giovanni Brunelli

Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica

Brescia e Bergamo

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Peeling acido mandelico

Peeling acido mandelico


L'acido mandelico è uno degli ultimi arrivati sul mercato e rappresenta un'ulteriore arma per combattere gli inestetismi del viso. 

E' un peeling definito come molto superficiale, poiché la molecola è costituita da otto atomi di carbonio e, quindi, è considerata troppo grande per poter penetrare in profondità.

Può, quindi, essere utilizzato anche in piena estate, dato che non è fotosensibilizzante.

La sua applicazione non è per niente dolorosa, provocando al massimo un modesto fastidio.

Non essendo molto aggressivo, i tempi di applicazione sono molto più lunghi rispetto ad altri acidi, potendo essere lasciato in posa anche per 30-40 minuti senza problemi.

Presenta buone capacità esfolianti, senza avere effetti collaterali quali il rossore tipico degli altri acidi ed è quindi ben accettato dalle pazienti, che possono sottoporsi al trattamento e tornare in società subito dopo. La desquamazione che segue nei giorni successivi non è mai fastidiosa ed è di tipo furfuraceo, facilmente mascherabile col make-up.

Possiede anche un effetto antibatterico.

L’acido mandelico effettua anche un effetto tensore importante, tanto da poter essere effettuato al mattino in previsione di una serata importante.

Agisce prevalentemente a livello superficiale, migliorando sensibilmente le rughe fini, ma possiede anche spiccata attività antibiotica ed è quindi indicato pure in caso di acne, anche in fase attiva, ma non in caso di acne cistica.

Svolge, inoltre, anche azione di depigmentazione sulle macchie del viso ed ha buone indicazioni in caso di melasma.

Un’altra caratteristica di questa sostanza è di non essere foto sensibilizzante e, quindi, di poter essere applicato anche nei mesi estivi, a differenza degli altri peelings.

L’acido mandelico è una molecola assolutamente sicura ed esente da complicanze anche minime come l’arrossamento del viso; questa sua caratteristica “benignità” non va comunque a discapito dei risultati che seguono la sua applicazione.

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