Dottor Giovanni Brunelli

Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica

Brescia e Bergamo

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Sindrome di Frey e botulino

Sindrome di Frey e botulino

La sindrome di Frey, nota anche con altri nomi, ma conosciuta soprattutto come Sindrome Auricolotemporale, prende il suo nome dalla neurologa polacca Lucia Frey, che ne descrisse dettagliatamente – per prima – i sintomi e la relazione col nervo auricolotemporale, nella prima metà del XX secolo.
Sono descritti casi nella prima infanzia, che di solito non richiedono alcun trattamento e si risolvono spesso spontaneamente.
Questa sindrome può comparire dopo un intervento di parotidectomia in seguito a tumori benigni o maligni, a traumi della parotide, ma anche dopo interventi sull’articolazione temporo-mandibolare.
I sintomi sono rappresentati da arrossamento e da sudorazione nella regione dipendente dal nervo auricolotemporale, anteriormente all’orecchio e sulla guancia, spesso da un solo lato del viso, quasi sempre pochi secondi dopo aver introdotto del cibo, a volte anche solo al pensiero di mangiare; l’intensità è variabile ma, in certi casi, può essere invalidante e molto imbarazzante per i pazienti che ne soffrono. 
L’obiettività, di solito, è negativa.
La salivazione è controllata, come tante altre funzioni del nostro corpo, dal sistema nervoso autonomo colinergico, che agisce indipendentemente dalla nostra volontà.
Durante l’intervento di parotidectomia vengono inevitabilmente e necessariamente recise alcune fibre nervose (non si tratta, quindi, di un errore medico!) le quali, rigenerandosi, possono innervare ghiandole sudoripare e piccoli vasi sanguigni della guancia. Si potrebbe dire che, mancando la parotide, queste nuove fibre nervose sbaglino bersaglio…
Quindi, i cibi che normalmente stimolano la produzione di saliva, causano l’arrossamento e la sudorazione. 
La sindrome di Frey si riassume in questi sintomi.
Dal punto di vista terapeutico sono stati proposti alcuni interventi, con risultati non costanti, ma soprattutto parecchio invasivi, che non sono oggetto di questo articolo.
Il botulino rappresenta, invece, una terapia praticamente indolore e molto efficace; agisce bloccando il rilascio del mediatore chimico, cioè l’acetilcolina. 
In sostanza il trattamento è molto simile a quello che si fa in caso di iperidrosi ascellare o del palmo delle mani; si tratta di iniettare il botulino nel derma della regione interessata; dopo circa un paio di giorni la sudorazione sarà bloccata, o molto ridotta, eliminando spesso il disagio dei pazienti.
La durata del beneficio è variabile, ma si tratta comunque di parecchi mesi, talvolta anche di un anno.
Quando l’effetto del botulino svanisce, e la Sindrome di Frey si ripresenta, il trattamento con botulino può essere ripetuto senza alcun problema.
Il trattamento è ambulatoriale e non ci sono effetti collaterali di rilievo; i pazienti possono riprendere immediatamente le loro normali attività.
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